Renzi e Poletti vogliono tagliare le ferie scolastiche
L'obiettivo è di regalare manodopera gratis o quasi ai padroni

 
“Tre mesi di vacanza per gli studenti sono troppi e potrebbero essere mandati a lavorare d’estate”. Con queste assurde parole il ministro del lavoro Poletti si è esibito parlando a Firenze al convegno sui fondi europei e il futuro dei giovani promosso dalla Regione Toscana.
Secondo Poletti, un mese di vacanza va bene, anche uno e mezzo può andare, ma non c'è l'obbligo di farne tre, senza far nulla. Magari un mese protrebbe essere passato a fare formazione. Su questo punto è intervenuta anche la ministra dell'istruzione Giannini che lodando le parole di Poletti ha subito voluto precisare come già nel DDL della “Buona scuola” la formazione lavorativa degli studenti specie per quelli degli istituti professionali, anche nei periodi di sospensione dell'attività didattica, sia già una realtà.
Secca è stata la risposta delle organizzazioni sindacali e studentesche che hanno definito le esternazioni di Poletti, deliranti per Alberto Irone della Rete degli studenti, e allucinanti per Danilo Lampisi dell'unione degli studenti (USD).
Per il PMLI questa provocazione di Poletti è l'ennesimo insulto che il governo del Berlusconi democristiano Renzi e i suoi ministri lanciano contro le masse studentesche e giovanili già martoriate e oppresse da controriforme scolastiche neofasciste ed una disoccupazione dilagante. Pensare di ridurre il tempo di riposo e di svago di cui i giovani e gli studenti necessitano dopo mesi e mesi di obbligo scolastico, proponendo di metterli alla mercé della borghesia per lavori sottopagati se non completamente gratuiti e zero tutelati, non incentiva e non crea formazione nei giovani come vaneggia Poletti, il quale tra l'altro si vanta di come i suoi figli passino un mese d'estate ai magazzini generali a scaricare casse di frutta, (dove sarebbe la formazione?) ma sarebbe solo l'ennesimo regalo ai capitalisti da parte del governo dopo il Jobs Act e la “Buona scuola”. Una pratica quella del lavoro giovanile nei mesi estivi che per altro esiste già ed è diffusa sopratutto tra i figli dei ceti sociali più poveri, figli di operai o disoccupati che per permettersi un minimo di sostentamento o aiutare i propri genitori in difficoltà sono costretti a lavori massacranti per una manciata di euro, senza dimenticare che per di più grava sulle loro spalle una mole imponente di compiti che le scuole assegnano loro durante i mesi estivi.
Di fronte a questa provocazione devono alzarsi forte lo sdegno e la protesta delle masse giovanili e studentesche, con una conseguente intensificazione delle lotte di piazza e delle occupazioni di scuola e università che abbiano come obbiettivo quello di spazzare via il governo del Berlusconi democristiano Renzi.

1 aprile 2015